Jan 17

Assicurazione professionali e mondo dell’arte, come gli artisti si tutelano

cez 6L’assicurazione per artisti rientra nella tipologia delle cosiddette RC professionale, garantisce il libero professionista dalle richieste di danno per errori, omissioni, negligenza professionale e responsabilità causati a terzi, compresi i clienti. La polizza può essere personalizzata in base alle esigenze del libero professionista. Pittori, scultori, artisti vari rientrano nella tipologia lavorativa del libero professionista, sono dei veri e propri piccoli imprenditori, l’assicurazioni per artisti è una tutela, un’indennizzo il cui premio garantisce copertura in caso di danni patrimoniali, danni lievi o per colpa grave, dolo dei dipendenti o dei collaboratori, perdita degli strumenti, documenti, tutela in caso di furto, incendio, smarrimento o altri eventi.

Il mondo dell’assicurazione si è evoluto per offire polizze ampie e sempre al passo con le esigenze dei tempi correnti, l’importante è sempre sapere cosa si vuole ottenere esattamente per tutelarsi. La lettura dei fogli illustrativi e il confronto di diverse agenzie possono essere utili.

Che cosa offrono le assicurazioni per artisti? vediamo gli elementi più importanti, L’assicurazione professionale difende il lavoratore e il materiale che esso ha in custodia o prodice, nel caso specifico dell’artista parliamo di collezioni, ceramiche, quadir, arte orientale, elementi di alto valore economico, oltre che artistico e culturale. Per questo motivo, si parla di assicurazione per artisti, ma anche di assicurazione per il mondo dell’arte, diverse categorie professionali possono infatti necessitare di tale copertura, ad esempio i collezionisti di strumenti musicali, dischi e opere tangibili, supporti musicali antichi come giradischi vintage o gli organizzatori delle mostre, i musei pubblici e privati, in galleristi, gli antiquaristi, i mercanti d’arte e i restauratori generali o di beni clturali. Possono richiedere un’assicurazione per artisti anche architetti e conduttori di edifici con elementi artistici e architettonici. In sostanza, si tratta di una polizza epidermica equivalente a qualsiasi assicurazione professionale, ma specifica per le esigenze del settore e della professione che stiamo parlando. Si parla di un insieme di servizi e polizze unite, non solo la Responsabilità civile che interviene nel caso di scontro o danno causato o ricevuto, ma anche pratico come la tutela da danno per furto, incendio, smarrimento, incidente vari. Si proteggono argentiria, incisioni e disegni, mobili, sculture, arazzi, collezioni varie. Un esperto al momento della stipula del contratto di polizza compila un inventario dei beni da tutelare, del loro valore, dell’entrata derivata per il futuro assicurato. 

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Aug 30

Le accademie delle belle arti e la formazione, sono ancora istituzioni importanti?

cez 5Sono ancora tanti i giovani che decidono di intraprendere la carriera artistica come pittori, scultori, avanguardisti e vari. L’arte classica si è connessa alle nuove arti derivanti dall’industria e dalla tecnologia, la moda è diventata una forma di arte, dall’utilizzo del computer o delle tecnologie digitali, sono nate nuove modalità di espressione artistica, tutto parte dalle avanguardie e dalla capacità di sperimentare, ma è anche la necessità dell’arte o uno stato naturale di elementi che porta essa con i suoi protagonisti a rinnovarsi o a trovare nuove modalità, anche adeguarsi ad una corsa degli eventi, del progresso e degli strumenti messi a disposizione dall’avanzata digitale e multimediale. Artisti, ma anche chi cura l’arte, classica, antica, moderna, contemporanea, naturale, artigianale e naturale. Restauratori e critici che camminano e seguono percorsi simili, anche pratici. Iniziamo con questa riflessione la nostra rubrica di arte e formazione, con la volontà di poter fornire uno spazio utile di consigli, informazioni e riflessioni sul lavoro che si fa per diventare artisti sul mondo dinamico che trasforma quotidianamente il lavoro dell’artista. Come si diventa artisti e come si diventava artisti? Parliamo oggi delle istituzioni formative importanti. Con accademia delle belle arti, in Italia, intendiamo l’istituzione di alta cultura, qualificata anche come istituto superiore di grado universitario, che si occupa dell formazione all’arte visiva e applicata. Con AFAM intendiamo alta formazione artistica, musicale e coreutica, parallela ed equivalente all’attuale sistema universitario, viene sottoposta al Ministero dell’istruzione, dell’Università e della ricerca. In Italia abbiamo più di cinquanta accademie di belle arti, Brera, Roma, Firenze, Napoli, Lecce, ogni regione ha la sua accademia, la modalità di accesso è quasi unificata e prevede il superamento di un esame di sbarramento o la partecipazione ad un bando di concorso. Si accede con diploma e non è detto che debba essere per forza artistico. In Francia, l’école academique è stata rinominata École Nationale Supérieure des Beaux-Arts e oggi semplicemente Ecole des Beaux Arts. Fondata nel 1648 da Napoleone ha rappresentato un esempio di didattica moderna e avanzata dell’arte, anche se in Italia le scuole d’arte già esistevano e attiravano i figli delle maggiori dinastie e famiglie nobili o borghesi. La scuola delle belle arti francesi ha caratterizzato uno stile con 350 anni di storia alle spalle. Beaux Arts indica anche uno stile e richiama nella sua formula famosa lo studio delle antichità classiche.  I risultati della preparazione alla progettazione di edifici rappresentativi, culminò nei concorsi del Prix de Rome. Il prestigio, la continuità e l’autorevolezza di un sistema d’istruzione nel campo dell’architettura unico in Europa elessero la Francia quale centro naturale del dibattito architettonico durante tutto il XVIII e il XIX secolo. Su tutta l’architettura francese del XIX si avverte l’impronta degli ideali estetici e intellettuali di un’unica istituzione accademica, l’École des Beaux-Arts a Parigi, che non poteva essere paragonata a nessun’altra scuola europea. Anche la scuola delle belle arti francese è ancora ambita dai giovani come occasione di formazione professionale e accesso al lavoro ottima, nonostante il nome e l’antichità dell’istituzione. La didattica delle scuole d’arte si è rinnovata, integrando materie come design, grafica e multimedialità che ha trasformato il modo di vivere e praticare l’arte stessa. Per entrare nell’Accademia d’arte francese, la scuola delle belle arti, si deve superare per il primo anno un esame che consiste nell’insieme di tre prove: disegna, cultura, analisi e portfolio personale.

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Aug 29

Ottobre 2013: Mostra a Roma dedicata a Cecanne.

cez 4Una mostra dedicata a Cezanne nel cuore di Roma, l’artista sarà messo a confronto con gli altri protagonisti contemporanei del XX secolo. Paul Cézanne ha attraversato l’evoluzione artistica di mezzo secolo, passando dal romanticismo al cubismo in una maniera sempre ribelle, personale e antitradizionale. La mostra Cézanne e gli Artisti del XX secolo, sarà inaugurata il 4 ottobre e durerà fino al 2 febbraio. Come il titolo dimostra, viene mostrato l’artista nel momento di avanguardia nella storia dell’arte, Cezanne viene associato in pari modo all’impressionismo e al cubismo, in realtà, è difficile definire la sua partecipazione in quanto Paul era un artista che raccoglieva e rifletteva, pur avendo il desiderio di ricerca del naturale possibile. Il suo esordio è romantico, viene affiancato da due maestri del disegno e del colore: Delacroix e Coubert. Con loro affina la tecnica ragionata di posa del disegno e del colore, ma dall’influenza dei pittori del Rinascimento e dalla commistione delle tecniche di pittura artigianali provenzali, nasce il suo stile particolare di pittura pastellata, imprecisa ma didettaglio molto forte. Cézanne viene definito un ponte tra il naturalismo ottocentesco e le sperimentazioni avanguardistiche di primo Novecento, viene considerato dagli artisti contemporanei il padre degli artisti contemporanei.

Che cos’è il cubismo e perché Cezanne viene associato a questo movimento artistico?

Il cubismo non ha un fondatore e non ha una direzione unitaria, lo possiamo considerare il risultato di un processo, una modalità nuova di osservare ed esprimere la realtà attraverso la pittura e la scultura, l’impressionismo aveva lanciato un messaggio, rappresentare la realtà non è semplicemente linea ma anche percezione, un approfondimento di questo concetto, che è anche stato aborrito, si trasforma, evolve, si squadra, nel 1908 Matisse osserva alcune opere di Braque, composizioni con tanti piccoli cubi che giudicò negativamente, Louis Vauxcelles l’anno dopo le chiamò “bizzarrie cubiste”, altri nomi famosi seguivano quello stile, Picasso ad esempio, e vennero tutti definiti così, cubisti. Che cos’era questo nuovo modo di vedere? Che cosa significava frammentare una realtà visiva rappresentata in una visione composta da quadri e forme geometriche? Tutto parte dal concetto di semplificazione, individuata proprio da Cézanne come modalità di rappresentazione, era frutto delle sue sperimentazioni, il suo stile e la sua visione saranno il punto di partenza del cubismo. Partendo dalla semplificazione delle forme di Cézanne e dall’osservazione dell’espressività delle maschere africane, alcuni artisti iniziarono ad operare una scomposizione della figuratività e, attraverso un’etichetta non proprio lusinghiera imposta da un critico esterno al gruppo (nello specifico, da Louis Vauxcelles in una recensione del 1908 comparsa su Gil Blas), questi artisti giungono alla scomposizione dell’oggetto, abbandonando completamente la visione prospettica e naturalistica. La storia del cubismo è divisa in tre fasi fondamentali, quella del Cubismo formativo (1907-1909), quella del cubismo analitico (1909-1912) e delcubismo sintetico (1912-1921).  Gli artisti sperimentano un linguaggio artistico che consente loro di rappresentare in modo totale la realtà, in base ad un intento assolutamente razionale, ponendosi di fronte ad essa con un atteggiamento scientifico e, appunto, analitico.

I cubisti tendono sempre a non rappresentare la dimensione interiore, spirituale, bensì una realtà concreta; ciò si evince anche dalla scelta dei soggetti. Le rappresentazioni tradizionali della realtà sembrano parziali e di contro sviluppano una tecnica pittorica che segna la dissoluzione della prospettiva tradizionale, rinascimentale. Partendo dalla meditazione sull’operato di Paul Cézanne, puntano ad una riorganizzazione dello spazio pittorico, potenziando la sintesi plastica delle forme, sviluppando una lettura della realtà in chiave volumetrica e moltiplicando i punti di vista secondo cui il soggetto rappresentato viene osservato.

 

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Aug 29

L’inizio di Paul Cézanne: grandi amicizie e grandi maestri

 

Paul Cézanne fu il primogenito di Louis Auguste, proprietario di una fabbrica di cappelli, e di Anne Elisabeth Honorine Aubert, operaia nella stessa fabbrica, aveva come fratelli Marie e Louis Auguste Cecanne ch divenne un bancario. La famiglia era benestante, questo gli diede la possibilità di poter seguire scuole prestigiose e di avere come compagno di corso, futura amicizia che in quel momento viveva ad Aix-en-Provence con la madre. Nel 1859 consegue il baccalauréat, mentre con il suo amico Zolà suonava in un’orchestra. Frequentò dal 1856 l’École de Dessin di Aix, conseguendo un secondo premio in disegno.

Dagli anni 60 dell’ottocento segue un percorso di contaminazione e personalizzazione, inizia con il romanticismo, segue l’impressionismo, movimento in cui si sviluppa la sua tendenza personale che sfocerà nelle prime linee del cubismo e dell’arte del Novecento. Dopo un breve soggiorno a Parigi, insieme con Zola e con Jean-Baptistin Baille, altro suo compagno di collegio, tornò ad Aix per iscriversi alla Facoltà di legge. L’amicizia con Zola continuava a livello epistolare, da tempo stava pensando di dedicarsi alla pittura e nel 1859 organizzò il suo studio di pittore, frequentò una piccola cerchia di artisti, formata dai pittori Emperaire e Villevieille, dallo scultore Solari, dallo scrittore Gasquet, suo futuro biografo, e dal critico d’arte Valabrègue. Fu esonerato dal servizio militare nel 1860 e smise di frequentare l’università. Tra i suoi primi quadri famosi citiamo il suo esordio le Quattro stagioni, firmate scherzosamente Ingres, oggi trasportate su tela e conservate al Petit Palais di Parigi. A Parigi, da aprile a settembre requentò l’Académie Suisse, visitando frequentemente il Louvre e il Salon, attratto dai pittori del naturalismo storico alla Meissonier. Dopo aver cercato invano di entrare nella prestigiosa École des Beaux-Arts, ritornò ad Aix per riprendere i corsi di disegno e lavorare, l’anno successivo torna nuovamente a Parigi e riprende i corsi dell’Académie Suisse; qui fece la conoscenza dei pittori Bazille, Monet, Pissarro, Renoir, Sisley, il futuro nucleo storico delle successive evoluzioni stilistiche e interpretative dell’arte.

cezanne 3Cecanne finì diverse volte nel Salon des Refusés – l’esposizione dei dipinti rifiutati dal Salone ufficiale, che ispirava le scelte delle opere a criteri accademici, favorendo la pittura tradizionale. Cecanne era attratto soprattutto dagli artisti che poteva ammirare al Louvre: qui si esercitava copiando i classici della pittura, da Caravaggio a El Greco, dai cinquecentisti veneti fino ai moderni Delacroix, Daumier, Corote Courbet. Personalizzò molto il suo uso del colore e delle linee, uno stile molto pastoso e rimarcato. Fra i suoi maestri romantici abbiamo Delacroix e Courbet con il suo realismo, entrambi ammirati dal giovane artista francese. Délacroix gli mostrò come aprire le forme, che la tradizione accademica conserva nella chiusura della plasticità, costruendole secondo le vibrazioni del colore sotto gli effetti della luce, mentre la lezione di Courbet gli servì da correttivo agli eccessi romantici di Delacroix. Da questo momento Cézanne cerca uno stile personale, fuori da ogni accademicismo e da ogni scuola, anche se i suoi riferimenti artistici e culturali si percepiscono.

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Aug 29

Il collezionista, Vollard e la vicenda dell’eredità di Cézanne

cezanne 2Il mondo dell’arte non si alimenta solo di storia dei pittori, delle loro vicende e delle loro intuizioni. Ci sono anche i collezionisti, gli intellettuali e i magnati che finanziano o acquistano opere importanti. Ambroise Vollard è nato a Saint-Denis il 3 luglio 1866, è un collezionista, imprenditore e mercante d’arte di importanti artisti. I quadri di Cézanne rientrano tra le sue proprietà e a distanza dalla sua morte si è aperta una falla ereditaria. Ambroise Vollard è stata anche mercante di , Aristide Maillol, Pablo Picasso, Georges Rouault, Paul Gauguin e Vincent Van Gogh. La sua galleria si trovava al 6 di rue Laffitte a Parigi e Picasso a dedicato al mercante d’arte un ritratto famoso.
Tre sorelle si contendono la preziosa eredità, settanta anni di patrimonio tutelato dal tribunale che è intervenuto per risolvere la contesa del prezioso patrimonio: settanta anni di vita, contributi e arte. All’interno della bottega di Vollard venivano ospitate le opere degli impressionisti quando ancora non erano compresi dal circuito d’arte tradizionale, legata allo stile di linea canovista. I pittori sperimentali hanno dedicato a lui tanti quadri, il più famoso è Ritratto di Ambroise Vollard, un dipinto ad olio su tela del pittore spagnolo Pablo Picasso, conservato nel Museo Puškin di Mosca. Vollard aveva aperto la sua bottega a rue Laffitte, morì senza figli e da settant’anni la sua eredità è contesa. Il tribunale è impegnato a diramare una feroce lotta tra parenti. Dalla Serbia, ci sono tre sorelle titolari dell’eredità del mercante, Louise, Asunta ed Estelle Sébastien. Queste hanno denunciato nell’aprile del 2012 il Museo Nazionale di Belgrado, perché dispone di 429 opere illecite provenienti dalla collezione Vollard e sequestrate dal governo jugoslavo nel 1949, anno dell’avvento titino e dell’esodo istriano. Nel 1939, Vollard muore a causa di un incidente stradale, le sue opere contenute nella famosa bottega francese finirono nelle mani di Erich Slomovic, suo collaboratore e ebreo slavo. Spedì alcune delle sue opere in Croazia e ne depositò 140 in una cassetta di sicurezza della Société Générale. Si parla di un patrimonio di settemila opere, tra le 140 depositate troviamo il famoso ritratto di. 429 tele furono messe da Slomovic nel bagagliaio della macchina e portate a Zagabria, dove le espose nel 1940. Dopo l’invasione della Jugoslavia nel 1941, Slomovic fuggì in un villaggio della Serbia, dove venne arrestato e deportato in un campo di concentramento, dove morì nel maggio del 1942. Secondo la denuncia delle sorelle Sébastien, il governo jugoslavo ha poi sequestrato le opere e le ha collocate nel Museo Nazionale di Belgrado. Alcune delle ultime opere sono riemerse nel 2010, le sorelle hanno denunciato prima il governo jugoslavo, poi il Museo Nazionale di Belgrado il quale ospita le famose opere perché il governo titino li depositò nell’istituzione. Anche Slomovic è un collezionista famoso, ha la più grande collezione d’arte francese dei Balcani.

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